La bomba della solitudine: se la politica insegue i capricci del bosco e abbandona le famiglie

Pubblicato il 2 settembre 2026 alle ore 12:30

Mentre il dibattito pubblico e l’agenda politica dei mesi scorsi si sono polarizzate sulla questione della cosiddetta "famiglia nel bosco" che propone modelli alternativi radical chic privi di aderenza con la realtà, nella cronaca reale non trovano il giusto spazio due fatti avvenuti ieri che ci sbattono in faccia il fallimento sistematico delle istituzioni e il disinteresse dei nostri governanti, due tragedie immani consumatesi nel silenzio e nell'isolamento delle mura domestiche, dove il peso della completa assenza di aiuto e del disagio psicologico è stato completamente scaricato sulle spalle delle famiglie. A Roma, nel quartiere di Pietralata un intero nucleo familiare – composto da padre, madre e dalla loro bambina di appena 5 anni, affetta da una gravissima disabilità – è stato trovato senza vita in camera da letto, un omicidio-suicidio pianificato nella disperazione e accompagnato da lettere d’addio che risuonano come un atto d'accusa indelebile: "Da soli non ce la facciamo", parola scritte nero su bianco che testimoniano come la cura quotidiana e logorante di una minore con disabilità non possa essere delegata esclusivamente all'amore eroico e disperato dei genitori, lasciati privi di un reale supporto strutturale, economico e psicologico da parte dello Stato.

Quasi contemporaneamente, un altro dramma della solitudine e del profondo disagio: nel beneventano un giovane ha tolto la vita ai propri fratelli prima di suicidarsi, due vicende apparentemente diverse, ma unite da un unico, drammatico filo conduttore: la totale assenza di una rete di protezione sociale capace di intercettare il grido d’aiuto prima che si trasformi in una strage.

Questo scenario solleva un interrogativo etico e politico non più procrastinabile: com’è possibile che le istituzioni abbiano il tempo e le risorse per inseguire dibattiti marginali o assecondare le stravaganze di chi sceglie deliberatamente di vivere fuori dalle regole sociali, mentre si negano i servizi essenziali, l'assistenza domiciliare e i fondi per i caregiver di chi combatte ogni giorno battaglie reali contro la malattia e la sofferenza? La morte di Pietralata e quella di Benevento, senza contare gli innumerevoli casi di femminicidio, dimostrano che la solitudine assistenziale in Italia è diventata una vera e propria bomba sociale. Fino a quando la politica continuerà a privilegiare la propaganda e i trend mediatici rispetto alla tutela concreta delle famiglie più vulnerabili, lo Stato rimarrà tragicamente complice del silenzio e dell'abbandono in cui queste vite scelgono di spegnersi.

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